Linea Messina S.p.A. Ignazio Messina & C. di Genova (1921)
Dalle origini alla Seconda Guerra mondiale
 
     Nel 1921 sotto la ragione sociale "Giuseppe Messina Tabuso", con sede in Via del Campo 2 a Genova, prendeva vita una nuova linea mercantile tra l'Italia e la Libia. Fino allora i Messina-Tabuso erano dediti soprattutto al trasporto di vini siciliani sfusi e non commerciabili nel Nord Italia per la loro eccessiva gradazione, oltre che mosti trasportati in botti e tini: merci destinate a rafforzare i vini prodotti nel Nord. Le stesse navi impiegate a tale scopo, in "discesa" verso la Sicilia trasportavano olio d'oliva imbarcato a Porto Maurizio (Imperia).
     Nell'anno 1929 viene costituita la Società IGNAZIO MESSINA & C. Tale costituzione fu conseguente alla donazione da parte del titolare della ditta, Giuseppe Messina Tabuso, delle sue carature dei piroscafi "Lido", "Sturla", "Oreto" e "Foce" ai propri figli Angelina, Ignazio, Marcello e Rosario. Unico socio accomandatario della nuova Società veniva nominato il maggiore dei figli, Ignazio.  
     Dell'accomandita entrarono a far parte poco dopo anche il signor Francesco Ciaravino. Proprietario di alcuni carati delle suddette navi e, per piccola quota, il capitano Carlo Arcidiacono, affezionato e stimato comandante di navi sociali.
     La flotta, in quel primo decennio, era composta di:
P.fo "Foce" (ex "Mirille", costruito a Rostock nel 1888, 879 tsl);
P.fo "Lido" (ex "Mary", costruito a Stettino nel 1889, 1243 tsl);
P.fo "Oreto" (ex "Bianca Bianchi", costruito a Durbaton nel 1878, 901 tsl);
P.fo "Sturla" (ex "F.G. Reinold", costruito ad Aberdeen nel 1884, 1187 tsl). Questa nave nel 1926 venne venduta all'armatore Gontaldi che la ribattezzo "Tripoli".
     Nel 1928 Ignazio Messina con Temistocle Mariotti creò a una nuova società in nome collettivo di nome "Officine Mariotti Messina", sarà destinata ad attività di meccanica navale e di riparazione con sede in Genova a Calata Chiappella.
     Dopo alcuni anni, i due soci si divideranno. La Mariotti esiste ancora ai giorni nostri, mentre Messina costituirà la società Ermes, sempre officine meccaniche navali, che opererà sino all'inizio degli anni sessanta per poi essere incorporata nella Ignazio Messina & C.
     Nel 1931 la Ignazio Messina & C ha la sede in Via Milano 26, sempre a Genova, con la seguente flotta:
P.fo "Borzoli" (ex "Astero", costruito a Stettino nel 1884, 1167 tsl);
P.fo "Multedo" (ex "Albarosa", costruito a Stettino nel 1884, 1130 tsl).
Nel 1932 entrano a far parte della flotta:
P.fo "Audace" (ex "Royal", costruito a Rostock nel 1892, 1146 tsl);
P.fo "Tenace" (ex "City of Hamburg", costruito a Sunderland nel 1884, 1141 tsl).
     La flotta assunse così una sua fisionomia, le navi erano quasi tutte di costruzione tedesca, tozze, complesse, ma funzionali; molto vecchie, ma efficienti per il cabotaggio che effettuava la Società. Che fossero in ordine lo dimostra anche il fatto che andarono quasi tutte perse non per vetustà ma per motivi bellici.
     Nel 1932, per un breve periodo, la Società effettuò un servizio di trasporto emigranti da Costanza alla Palestina con i p.fi "Progresso" e "Risveglio". Allo scopo di meglio organizzare tutti i servizi della navigazione, la Società costituì la S.A.S. Agenti Raccomandatari Marittimi Associati (A.R.M.A.) con sede a Genova in piazza Fossatello 2/5. L'A.R.M.A. venne dotata di una forte attrezzatura di chiatte, pontoni e rimorchiatori istituendo filiali e proprie imprese imbarco-sbarco a Genova, Imperia, Savona, Bengasi, Massaua, Assab, operando anche a Tripoli con una stazione di rifornimento bunker con la ex M/n "Perseveranza" 4000 tpl.
     Per la linea italo-libica vengono impiegati il p.fo "Lido"(1900 ton), "Borzoli" (1800 ton), "Multedo" (1750 ton), "Sturla" (1700 ton) e "Foce" (1200 ton). Le partenze da Genova, che arrivavano a frequenze bi-trisettimanali, seguono la rotta: Livorno – Napoli- Messina - Catania - Malta - Tripoli - Homs - Sliten - Misurata - Sirte e Bengasi, con deviazioni per Sfax, Susa e Tunisia.
     Nel 1933 la flotta aumenta:
P.fo "Ravenna" (costruito a Leith nel 1888, 1148 tsl);
P.fo "Risveglio" (ex "Nikckerie", costruito a Copenaghen nel 1907, 2498 tsl).
Nel 1934 si aggiunse il P.fo "Progresso" (ex "St Thomas", costruito a Copenaghen nel 1907, 2467 tsl). Quasi gemello del "Risveglio" costruito da Burmaister & Wain. La Società aveva scoperto un buon costruttore di navi atte al cabotaggio nel Mare del Nord e quindi adatto anche per il Mediterraneo, poteva trasportare anche qualche passeggero. E' di questo periodo l'uso di trascrivere il nome della nave oltre che a prua e a poppa anche in caratteri molto grandi in bianco su scafo nero, acquisendo così un'indubbia indicazione della nave.
     Nel 1935 la Società apre un servizio regolare per l'Eritrea, riuscendo a tenere testa a un servizio congiunto del Lloyd Triestino e Achille Lauro. Così passa subito da una partenza mensile a una quattordicinale, arrivando a offrire il trasporto gratuito della posta, trasbordando gratuitamente 50.000 colli di posta nel giro dei primi due anni di servizio; allargando poi il servizio, puntando alla conquista del Mar Rosso, verso l'Africa Orientale Italiana (Etiopia, Eritrea,Somalia). In quegli anni della penetrazione in Africa Orientale, la Compagnia ottiene di gestire nelle rotte con la Libia un servizio postale non sovvenzionato dallo Stato, che ottiene un successo da parte dei fruitori e lusinghieri giudizi anche da parte pubblica.
     Nel 1936 la Società sposta la sede da via Milano a via Cairoli 11 e colloca la sua zona operativa di attracco per carichi e scarichi nella parte nuova del porto, precisamente nei moli Etiopia ed Eritrea nel bacino di Sampierdarena. La flotta viene aumentata con alcuni piroscafi ai quali vengono imposti i nomi di alcune regioni dell' Abissinia, ora diventata Impero dell' Africa Orientale Italiana:
P.fo "Goggian" (ex "Alga", costruito a Jutphaas nel 1922, 1993 tsl);
P.fo "Ogaden" (ex "Nayos", costruito a Glasgow nel 1905, 4546 tls);
P.fo "Semien" (ex "Fortunastar", costruito a Newcastle nel 1898, 5499 tsl);
P.fo "Tembien" (ex "Mauni", costruito a Bremerhaven nel 1914, 5128 tls).
Tali navi vengono impiegate sulla linea regolare Genova – Livorno – Napoli – Massaua – Assab - Gibuti e, a volte, Mogadiscio. Sono tutte navi da carico, mentre il "Goggiam" e l'"Ogaden", che hanno sistemazioni per passeggeri sia nei casseri sia nei corridoio, sono pitturati di bianco con una striscia gialla al trincarino oltre al tradizionale fumaiolo nero con la stella bianca sormontata da una striscia pure bianca; trasportano un certo numero di passeggeri. Dalle rotte adriatiche Messina viene escluso, i suoi concorrenti sono le compagnie Lauro, che è emergente, Lloyd Triestino, Tirrenia, Garibaldi, Veneziana e Armatori Bozzo. Nel frattempo, vengono venduti ad armatori stranieri il "Progresso", ribattezzato "Mount Carmel", e "Risveglio" ribattezzato "Harzion".
     Nel 1937 la flotta è composta, oltre cha dai piroscafi già elencati, dai seguenti:
Mv "Imperia" (ex "Carolina", costruito a Westerboek nel 1912, 221 tsl);
P.fo "Pegli" (ex "Altero", costruito a Sunderland nel 1910, 1593 tsl);
P.fo "Priaruggia" (costruito a Genova Foce nel 1925, 1196 tsl);
P.fo "Verace" (ex "Giuseppina", costruito a Kinderdijk nel 1884, 1219 tsl).
Il P.fo "Borzoli" verrà demolito nel 1939. Nel periodo che va dalla Guerra d'Africa allo scoppio della   Seconda Guerra mondiale, Messina era riuscito a realizzare altre linee che presentavano minori problemi di gestione: un servizio regolare di cabotaggio lungo la Riviera di Ponente sino a Nizza; altri servizi regolari per Algeria, Egitto, Egeo, Palestina, Siria, Turchia, la Grecia, il Mar Nero, Francia Mediterranea oltre Marsiglia. Venne anche sperimentata una linea settimanale postale, passeggeri e merci, dalla Romania per Turchia – Rodi – Palestina - Egitto e ritorno.
     In pratica l'azienda che nel 1921 era costituita da una nave da 1100 ton, da un impiegato e da 14 marittimi, nel 1929 contava quattro bastimenti per 6000 ton, otto impiegati e 60 marittimi. Nel 1940 le navi erano 17 per 47.000 ton, 70 impiegati e 500 marittimi. A Tripoli la Compagnia disponeva di un deposito galleggiante di carbone per il rifornimento delle navi, con 40 impiegati e 90 fra marittimi e portuali addetti. Alla vigilia della guerra la Messina aveva acquisito i Camed (Cantieri del Mediterraneo di Pietra Ligure, con una sussidiaria del Cantiere a Lussinpiccolo).
     Purtroppo anche per Messina la guerra significò una dura catastrofe: di tutte le navi che componevano la flotta riuscì a salvarsi il solo "Lido", gli altri:
"AUDACE", del 1892, 1459 tsl, iscritto al compartimento di Genova al n. 1720, affondato causa siluro di aereo il 3 dicembre 1942 nel Golfo di Hammamet;
"GOGGIAM", del 1922, 1934 tsl, iscritto al compartimento di Genova al n. 1953 affondato dagli alleati per arginare una breccia nel molo del porto di Bari il 1 gennaio 1944; successivamente ricuperato e demolito;
"IMPERIA", del 1912, 228 tsl, iscritta al compartimento di Genova al n. 1094, incendio e scoppio carico munizioni il 22 gennaio 1923 a Zuara;
"LIBECCIO", catturato dagli inglesi lungo le coste dalmate il 6 aprile 1944;
"MULTEDO", del 1884, 1130 tsl, iscritta al compartimento di Genova al n. 1298, affondato probabilmente nel Golfo Sirte il 3 febbraio 1941 cause sconosciute;
"OGADEN", del 1905, 4553 tsl, iscritta al compartimento di Genova n. 2075, affondato causa siluro sommergibile il 12 agosto 1942 a 9 miglia per 308° da Ras el Tin;
"PEGLI", del 1910, 1593 tsl, iscritto al compartimento di Genova al n. 2044, affondato da un siluro di sommergibile il 14 marzo 1943 a 6 miglia per 270° da Capo Gallo (Sicilia);
"PRIARUGGIA", anno 1925, 1196 tsl, iscritta al compartimento di Genova al n. 1351, affondato causa bombe di aereo il 28 novembre 1941 a Bengasi; recuperato dagli Inglesi e catturato;
"RAVENNA", del 1888, 1148 tsl, iscritto al compartimento di Genova al n. 1246, affondato dopo l'8 settembre 1943, data imprecisata, cause imprecisate a Genova; successivamente recuperato e demolito;
"SEMIEN", del 1898, iscritta al compartimento di Genova al n. 2084, venduto a una società Svizzera il 10 giugno 1940 (data scoppio della Guerra);
"STURLA", del 1884, 1195 tsl, iscritta al compartimento di Genova al n. 1565, affondato causa cannone sommergibile l'8 giugno 1941 a 5 miglia Costa della zona di Maratea, Golfo di Policastro;
"TEMBIEN", del 1914, affondato causa siluro di sommergibile il 27 febbraio 1942 a 24 miglia per 265° dal faro di Tripoli;
"TENACE", del 1881, 1142 tsl, iscritta al compartimento di Genova al n. 1233, affondato da cannoni di navi l' 8 maggio 1941 a miglia 3,5 per 299° dal Marabutto Sidi Bu Fachra Nord (Bengasi).
"VERACE", del 1884, 1219 tsl, iscritta al compartimento di Genova al n. 1944, affondato a Bengasi causa mina magnetica il 16 ottobre 1940. Recuperata e dichiarata buona preda dagli inglesi.
Restò in attività solo il P.fo "Lido", nave destinata ad avere poi un'esistenza lunghissima.
     Nel 1945 Messina diede vita alla C.A.I.M. (Cooperativa Armamento Imprese Marittime). L'obiettivo della nuova impresa era lo sminamento dello scalo, imposto all' Italia dagli Alleati, e in seguito diede vita a un'Officina Meccanica, ubicata a Calata Boccardo accanto alla OMSA e alle Officine San Giorgio, per la costruzione di strumenti di navigazione e carte nautiche; ancora oggi la società è attiva e negli uffici esiste il ritratto di Messina. Tra il 1945 e 1948, presso i Cantieri del Mediterraneo, erano state costruite per la consociata Messina tre motonavi destinate alle rotte della Libia e per la Tunisia: "Libertà", "Operosità" e "Concordia". Il P.fo "Lido" copriva le linee per Grecia, Turchia e Mar Nero.
     Gli anni dal 1946 al 1950 vedono Ignazio Messina impostare per sé o per terzi nuove unità mercantili nel suo cantiere e, al tempo stesso, ricostruire la flotta praticamente distrutta. La Società nel frattempo si era trasferita in via Petrarca. Venne stipulato un accordo con l'importante società di navigazione svizzera Nautilus, con sede a Zurigo e filiale a Genova in via Caffaro, fondata dallo stesso Messina Ignazio. Nautilus nomina la società Messina sua agente generale. Ma l'accordo naufragò presto e non per colpa di Messina; la società svizzera, infatti, dopo che la società genovese s'era spinta coraggiosamente sulle rotte dell'Africa Occidentale, rescisse ogni patto e si appropriò dei vantaggi di mercato che la società Messina aveva procurato. Contrariamente agli accordi, non lasciò ai Messina neppure l'agenzia in Italia. Fu una vera e propria pugnalata nella schiena. Il successivo arbitrato, in un primo momento, diede completamente ragione a Messina. Malgrado ciò, gli svizzeri non vollero neppure onorare il lodo, minacciando di far fallire la società Nautilus. Ignazio Messina piuttosto che veder morire una propria creatura preferì rinunciare al suo credito.
     Nel 1947 si ricominciò con la linea per Tripoli, Libia e Bengasi, approfittando del fatto che la Libia rimase affidata all'Italia come amministrazione ordinaria sino al 1951 (la Somalia invece sino al 1960). Fu poi la volta della Tunisia (Tunisi e Sfax). Le linee mediterranee facevano scalo anche a Malta. Viene acquistato il piroscafo da passeggeri "Cuba", prendendo il nome "Pace"; costruito nel 1921, aveva svolto un intenso servizio tra Avana e Miami. Erano in attività anche le navi intestate alla svizzera Nautilus, ossia mercantili misti che battevano bandiera svizzera: "Lugano", "San Gotthard" e "Saentis". I Messina infatti avevano conquistato, come prezioso cliente, la United Distribution Trading, grossista di zucchero e legata a Genova, dove in quegli anni mantenevano la loro sede e direzione le maggiori industrie saccarifere.
Il "Pace" venne utilizzato per crociere in Terrasanta e in Egitto negli anni cinquanta. Nel 1948, da aprile a luglio, la "Pace" effettuava viaggi tra Marsiglia, Genova, Napoli, Alessandria d'Egitto, Beirut, Alessandria, Napoli e Marsiglia. Da settembre a dicembre: Marsiglia, Genova, Napoli, Alessandria, Beirut o Haifa, Napoli e Marsiglia. Venne inoltre recuperato il "Semien", poi ceduto per demolizione nel 1952.
     Tra il 1951 e 1952 vennero impostate presso i Cantieri del Mediterraneo di Pietra Ligure due unità miste che avrebbero dovuto portare i nomi di "Giuseppe Messina" e "Amalia Messina". Per costruirle Messina contava sull'incasso dei promessi danni di guerra, che invece ritardavano, mettendo in difficoltà la compagnia e lo stesso cantiere quando le navi erano pressoché finite. Nel 1951 vennero cedute all'URSS.
     Nel 1955 il "Pace" fu utilizzato per una crociera Genova - Lisbona, cui presero parte oltre trecento viaggiatori, quasi tutti esponenti della nobiltà italiana che si recavano a Cascais al matrimonio di Maria Pia di Savoia. Durante il viaggio di ritorno venne investita nel Mar Ligure da una violenta tempesta con gravi inconvenienti per gli aristocratici, che, tuttavia, si profusero in ringraziamenti nei confronti del comandante ed equipaggio per l'esemplare servizio di assistenza.
     Nel 1956 la flotta contava su una dozzina di unità tra le quali "Sergio", "Mizar", "Amfitrite", "Framar", "Petrarca". Nel 1958 la "Pace" effettuava viaggi tra Marsiglia e Haifa con scali vari includendo Genova, Napoli, Pireo e Limassol. Nel 1960 venne acquistata la "Paolaemme", ex "Olimpo" ed ex "Rijahaven", del 1948, impiegata sulla linea Genova-Barcellona.
     Il Piroscafo "Pace" dopo essere stato ristrutturato prende il nome "Sassari" e adibito alla linea Genova – Porto Torres per conto della Regione Sardegna entrando in linea il 5 agosto, visto che la Tirrenia non intendeva rafforzare la linea dato il boom turistico della Sardegna. La compagnia di Stato, però, pur di andare contro il nemico dichiarato Messina, acquistò in fretta e furia una vecchia motonave egiziana usurata dai viaggi turistici, la "Nefertiti", denominata "Olbia" e inserita sulla Porto Torres - Genova con grande danno per i Messina. Finito il noleggio alla Regione Sardegna, Messina dovette sospendere il servizio con l'isola. Ignazio Messina da puro patriarca siculo-genovese era orgoglioso della sua famiglia che stava crescendo,tanto è vero che decise finalmente di abbandonare la sua vecchia passione per i nomi altisonanti da assegnare alle unità che entravano a far parte della sua flotta, per sostituirli con i nomi dei nipoti. La Società trasferì gli uffici da Via Petrarca a Via Cairoli.
     Nel 1961 viene acquistata la "Nicoletta", nel 1962 la "Matteoemme" e la "Andreaemme" e, nel 1964, la "Carlo Arcidiacono". Negli anni '60 venne aperta la linea quindicinale per il Sud Africa con partenze da Genova, fuori Conference, poiché da Londra, sede della suddetta organizzazione, non venne accettata la richiesta da parte di Messina di partecipare. Nel 1966 vengono acquistate la "Stefanoemme" (ex "Fenris" del 1941), partita da Rotterdam il 26 novembre diretto a Rouen e Genova da dove parte in viaggio inaugurale il 29 dicembre per Napoli, Gibuti e Port Sudan; la "Federicaemme", partita da Rotterdam il 13 dicembre per Genova; la "Gianvittorioemme" e "Paolaemme" (ex "Olimpo" e "Amaliaemme" ed ex "Cici T"). Nel 1967 vennero acquistate la "Gianvittorioemme" e "Carolaemme" (ex "Freja" del 1938); quest'ultima partita da Stettino il 3 ottobre diretta a Genova dove arriva il 13 e riparte il 5 novembre in viaggio inaugurale per Port Sudan; la "Giuseppeemme" (ex "Bravo", ex "Akslasund", ex "Atlas" del 1944), partita in viaggio inaugurale il 23 aprile; la "Maurizioemme" (ex Avodire", ex "Baltique", ex "Francois Le Brise" del 1952), impiegata sulla linea Canarie e Portogallo (Las Palmas, Tenerife, Lisbona, Leixoes e Oporto).
     Nel 1968 vengono acquistati i traghetti "Jolly Verde" e "Jollyemme" (ex "Peter Wessel" del 1937), quest'ultima partita da Sandefjord in data 26 giugno diretta a Genova dove arriva il 5 luglio. Da Genova, la nave partì in viaggio inaugurale il 18 settembre per Marsiglia e Bengasi settimanale, fu la prima nave con il prefisso Jolly. Vennero acquistate anche le navi "Pierangelaemme" (partita da Stettino il 3 ottobre diretta a Genova e partita in viaggio inaugurale il 21 novembre diretta a Port Sudan) e "Massimoemme" (ex "Paperkust" del 1953 impiegata nei collegamenti Tirreno-Sud Africa).
     Nel 1969 vengono acquistate le motonavi "Giancarloemme" e "Rossellaemme", quest'ultima partita da Rouen in data 5 marzo per Tripoli, Libia e Genova dove arriva il 24 marzo e riparte in data 26 aprile per la linea di Port Sudan. Viena anche acquistata la "Albertoemme" (ex "Heemskerk" del 1949), arrivata a Genova il 27 maggio proveniente da Rotterdam e ripartita il 30 giugno diretta a Port Sudan.
     Negli anni '70, dopo aver svolto un ottimo servizio per importanti industrie italiane come Alfa Romeo, Ignis, Snia Viscosa, Olivetti ecc. (tutte industrie che avevano installato catene di montaggio a Capetown e Durban), in concorrenza con il Lloyd Triestino e altre prestigiose compagnie nordeuropee e sudafricane, la Messina venne finalmente a far parte della Conference. La "Robertoemme" venne venduta prendendo il nome "Korabi", mentre viene acquistata la motonave "Ragnhild Brovig" del 1949, battezzata "Stellaemme"; arrivata a Genova viene trasformata in nave traghetto prendendo il nome di "Jokeremme", dotata di portellone poppiero di 5,86 metri di altezza per 5,64 di larghezza, di un elevatore dal Main-Deck al Upper deck di 8,13 metri x 4,50 capacità 8 ton e di due gru ponte da 25 ton ciascuna. Venne acquistata pure la nave "Barbara Brovig" del 1950, trasformata a Genova nel traghetto "Rolleremme". Il 1 luglio arriva a Genova la "Jollyemme" per il suo ultimo viaggio per Livorno, Tripoli Libia e Bengasi con rientro a Genova il 7 luglio. Viene inoltre venduta la "Pierangelaemme", prendendo il nome "Martha D".
     Nel 1971 viene acquistato il traghetto "Jumboemme"" (ex "Mimi L" ed ex "Tristan") arrivato a Genova il 23 agosto per lavori di conversione in ro-ro, La nave venne dotata di gru a cavalletto in coperta da 25 ton e portellone poppiero di 4,60 metri di altezza e 4,12 di larghezza. Capacità 70 teu da 20' o 40 camion da 6/7 metri e 500 autovetture di tipo medio e 12 passeggeri. La "Jokeremme", dopo trasformazione, entra in linea con stessa capacità di carico della "Rolleremme".
     Nel 1972 viene aperta la linea dall'Italia all'Australia (Melbourne, Sydney, Brisbane, New Castle, Adelaide e Fremantle) e vengono impiegate le navi: "Rossellaemme", "Fernandaemme", "Albertoemme" e "Robertoemme".
Viene venduta la "Carolaemme" alla Società Ermiokal Shipping Co di Famagosta, prendendo il nome di "Carola", mentre ad aprile effettua il viaggio inaugurale la "Jumboemme", impiegata sulla linea del Medio Oriente. Vengono nel frattempo vendute la "Amaliaemme" (prendendo il nome "Mariapiaesse"), la "Ignazioemme" (prendendo il nome "Gianniesse") e vengono acquistate la "Fernandaemme" (ex "Brandestein" del 1952, impiegata nei collegamenti Tirreno per Sud Africa e Australia), la "Ignazioemme" (ex "Pratita" ed ex "Barenstein" del 1953) e la "Robertoemme" (ex "Bieberstein" del 1953). Viene noleggiata la motonave "Vera Cruz" per la linea di Port Sudan.
     Nel 1973 vengono acquisite la "Jolly Rosso" (ex "Arabelle", ex "Claude Debussy", del 1968) e "Ignazioemme" (ex "Pratita", ex "Barestein", del 1953) e la "Jollyemme" cambia nome in "Lido". Vengono vendute la "Gianvittorioemme" alla Kelipolis Mar Co di Cipro prendendo il nome "Spyros" e "Paolaemme" alla Società Ra.Mar di Ravenna prendendo il nome di "Paolaerre", la "Nicoletta" prende il nome "Elena Zeta", "Massimoemme" prende il nome "Aghios Spiridon" e la "Maurizioemme" divente "Aghios Nicolaos". Vengono acquistate la "Jolly Arancione" (ex "Else Reith") e la "Jolly Verde" (ex " Carway" del 1967).
     Nel 1974 la Compagnia diventa una S.p.A. La "Lido" riprende il nome "Jollyemme", vengono vendute la "Stefanoemme", alla Società cipriota Acheos Shipping Co di Famagosta, prendendo il nome di "Spirit", la "Carolaemme" (che diventa "Carola") e la "Giuseppeemme" (ribattezzata "Managro"). Viene noleggiata la "Jolly Giallo".
     Nel 1975 decolla, prima ogni 15 giorni poi ogni 7, il servizio per l'Africa Occidentale, quasi a risarcimento a posteriori della crudele beffa della compagnia svizzera Nautilus degli anni quaranta: i Jolly toccavano i porti di Dakar, Banjoul, Conackry, Abidjan, San Pedro, Tema, Tokoradi, Lomè, Cotonou, Lagos, Port Harcourt, Douala, e Monrovia. Viene anche inaugurata con partenze settimanali la linea per Jeddah (Mar Rosso). Viene venduta la "Giancarloemme" alla Acher Marittime Ltd di Limmassol prendendo il nome "Spirit", e vengono acquistate la "Jolly Blu" (a ottobre impiegata tra La Spezia – Tripoli - Libia e Bengasi) e la "Jolly Marrone".
     Nel 1976 lo spazio a Genova è davvero stretto: il terminal di Calata Tripoli è troppo piccolo e la Compagnia Messina riempe la sopraelevata del porto di Sampierdarena (non ancora utilizzata) di rotabili in attesa d'imbarco, al punto tale che il Consorzio del Porto arriva a minacciare la Compagnia di non concedere di far entrare merce in porto. Viene venduta la "Pierangelaemme" alla Yucoub Abdulazz di Kuwait prendendo il nome "Alwady" e la "Federicaemme" s'incendia in data 8 luglio a Livorno ( sarà poi demolita a La Spezia in data 6 agosto). Viene ceduta alla francese SNCM la "Jolly Giallo" prendendo il nome "L'Isère".
     Nel 1977 la Compagnia si trasferisce alla Spezia pur mantenendo gli uffici e la direzione in Sottoripa a Genova. A La Spezia costruiscono un porto privato, al di fuori dello scalo commerciale, ma vicino a esso, dove ottengono tra i primi l'autonomia funzionale. Viene acquista la "Jolly Giallo" (ex "Maheno" della Compagnia Thomas Marittime Ltd di Panama) e la "Jolly Bianco" (ex "Servus" del 1969). La linea dell'Africa Orientale, gestita in servizio combinato con il Lloyd Triestino con le partenze dal Tirreno del 4 luglio della m/n "Isonzo" (Lloyd) con scali a Massaia, Assab, Gibuti, Mogadiscio, Dar es Salam, Tanga e Mombasa.
     Nel 1978 vengono acquistate la "Jolly Azzurro" (ex "Destro") e "Jolly Nero" (ex "Domino"), quest'ultima impiegata tra Spezia – Tripoli - Libia e Bendasi. Vengono vendute per demolizione a La Spezia il 15 giugno la "Rossellaemme" e il 30 dicembre la "Albertoemme". Nello stesso anno vengono allungate di 21,60 metri, inserendo a centro nave un troncone prefabbricato del peso di 420 tonnellate, la "Jolly Blu" e "Jolly Marrone"; la trasformazione avviene a La Spezia presso i Cantieri Libero Ferrari e l'operazione si svolge all'interno dell'Arsenale. La "Jolly Azzurro", nel 1978, affonda per collisione presso Gibilterra.
     Nel 1979 vengono vendute la "Andreaemme" (prendendo il nome "Mary Prima") e la "Carlo Arcidiacono" (ribattezzata "Procida"). Nel 1980 viene noleggiata la "Jolly Giallo" (ex "Norwegian Crusader"), la "Jolly Oro" (ex "Nerlandia"), " Jolly Bruno" (ex "Norvegian Conqueror") e "Jolly Argento" (ex "Belgia"). Vengono vendute la "Ignazioemme" (demolita in data 20 maggio 1981)e "Robertoemme"(demolita 21 novembre1981), demolite a La Spezia. Viene infine venduta la "Jolly Giallo" (ribattezzata "African Trader") e la "Jolly Nero", che passa alla bulgara SoMAT prendendo il nome "Serdika".
     Nel 1981 vengono vendute "Jokeremme" e "Rolleremme" alla Ievomare, prendendo il nome di "Seamond Primo" e "Star of Ravenna". La "Jollyemme" viene demolita 23 ottobre. Viene rilevata dalla liquidazione dei Traghetti del Mediterraneo il traghetto "Espresso Marilen", successivamente trasformato in nave garage senza motore e posizionata al terminal di La Spezia assumendo il nome "Emme". Viene venduta per demolizione a marzo la "Fernandaemme" a La Spezia.
     Nel 1982 la "Jolly Azzurro" cambia nome in "Jolly Celeste", mentre viene resa all'armatore per fine noleggio la "Jolly Giallo" prendendo il nome "Norvegian Crusader". La nave verrà acquistata dalla Messina quello stesso anno, riprendendo il nome "Jolly Giallo". Vengono rese inoltre all'armatore per fine noleggio la "Jolly Bruno" (prendendo il nome di "Susan A") e la "Jolly Smeraldo". Intanto, viene noleggiata la "Jolly Turchese" (ex "Jolly Giallo", ex "Merzario Ausonia") e la "Jolly Bruno" (ex "Imparca Express I") ribattezzata "Jolly Smeraldo". Viene disarmata a La Spezia la "Jumboemme".
Il quartier generale della Compagnia viene realizzato a Genova nel nuovo quartiere di via Madre di Dio, sorto attorno alla nuova sede della Regione Liguria. Il 12 ottobre venne a mancare Ignazio Messina.
     Nel 1983 viene noleggiata la "Jolly Avorio" (ex "Bandar Abbas Express") e viene resa all'armatore la "Jolly Smeraldo", prendendo il nome "Stena Carrier".
     Nel 1984 viene noleggiata a luglio la "Jolly Ocra" (ex "Tyrusland") e viene acquistata la "Jolly Amaranto" (ex "Taube" del 1977) dopo ampi lavori di ammodernamento a Palermo. Nel 1985 viene acquistata la "Jolly Grigio" (ex "Bellman"), a settembre la "Jumboemme" viene disarmata a La Spezia. Viene venduta a novembre per demolizione a la Spezia la "Jolly Arancione"(21 febbraio). Viene resa all'armatore per fine noleggio la "Jolly Ocra" riprendendo il nome "Tyrusland".
     Nel 1986, "Jolly Ocra" viene noleggiata e, in seguito al fallimento della società greca Hellenic Lines, vengono acquistate le tre gemelle "Jolly "Turchese" (ex "C Innovator", ex "Hellenic Innovator" del 1978), "Jolly Smeraldo" (ex "C Valor", ex "Hellenic Valor"). Vengono rese all'armatore per fine noleggio la "Jolly Oro" e la "Jolly Argento" (riprendendo i nomi di "Nerlandia" e "Belgia"), e la "Jolly Avorio" che prende il nome di "Saudi Express". Sempre dal fallimento della greca Hellenic Lines viene infine acquistata la "Jolly Rubino" (ex "C Explorer", ex "Hellenic Explorer") del 1978 . Il 16 giugno la "Jumboemme" arriva a Napoli da La Spezia per demolizione.
     Nel 1987 viene acquistata la "Jolly Arancione" (ex "Seahorse", ex "Erica") e viene venduta la "Jolly Bianco" alla John Khayat & Co di Beirut, prendendo il nome "Fast Egypt". La "Jolly Ocra" viene resa all'armatore per fine noleggio prendendo il nome "Duino". Nel 1988 la "Jolly Blu" viene ceduta alla Siciliana Armamenti Marittimi srl di Catania prendendo il nome di "RoRo Catania". Nel 1989 vengono acquistate le tre gemelle "Jolly Rosso" (ex "Gdansk"), "Jolly Bianco" (ex "Poznan" del 1982) e "Jolly Verde" (ex "Wroclaw" del 1983), tutte con una capacità di 1550 teu; viene venduta la "Jolly Verde" prendendo il nome "Neptune Sky". A luglio la "Jolly Rosso" cambia nome in "Rosso".
     Nel 1990 vengono vendute la "Jolly Marrone" e "Jolly Celeste" alla Bulgara So.Ma.T di Bourgas prendendo i nomi di " Pliska" e "Preslav". Il 14 dicembre la "Rosso", in viaggio da La Valletta per La Spezia, spiaggia ad Amantea (Tirreno meridionale). La "Jolly Rosso" prende il nome di "CGM Renan".   
     Nel 1991 viene noleggiata la portacontainer Jugoslava "Jolly Argento".
    Nel 1992, a inizio anno, la Messina lascia la Europe Southern Africa Conference e il Consorzio Saccs, ritornando in Sud Africa come indipendente, come già nel 1968 quando operava con una linea convenzionale. Le navi adibite sono le ro-ro "Jolly Oro", "Jolly Argento", "Jolly Grigio" e "Jolly Avorio", con una capacità di 1000 containers, adatte anche al trasporto di carico sciolto, auto e rotabili. La "Jolly Oro" verrà in seguito noleggiata. La prima partenza per il Sud Africa è fissata da La Spezia il 20 gennaio, la frequenza è di 16 giorni con la rotazione: La Spezia, Marsiglia, Napoli, Jeddah, Mombasa, Durban, East London, Port Elizabeth, Capetown, Maputo, Dar es Salama, Mombasa, Jeddah e La Spezia. Viene acquistata la "Jolly Blu" (ex "Debica") della Polish Ocean Lines del 1993 entrata in linea da Genova per La Spezia il 29 marzo e inserita nei collegamenti con Tunisi e Napoli, assegnata alla Sarda Investimenti di Cagliari.
     Nel 1993 vengono vendute la "Jolly Giallo" e "Jolly Bruno" alla Merchand Ferry acquisendo rispettivamente i nomi di "Merchand Bravery" e "Merchand Brillino". Viene resa all'armatore per fine noleggio la "Jolly Turchese" prendendo il nome "Stena Freighter".
     Nel 1996 viene acquistata la "Jolly Marrone" (ex "Kangoro", ex "Torrens", ex "Topaz", ex "Katowice II") del 1982 da 655 teu e 2500 metri lineari, con velocità 17 nodi. Viene venduta la "Jolly Arancione" alla Agia Estima Shipping (GA Ferries) prendendo il nome "Nicolas A". La Società trasferisce le attività dal terminal di Fossamastra di la Spezia al nuovo terminal di Genova posto al Molo Nino Ronco. Il Pontone "Emme" viene venduto per demolizione in Turchia (Aliaga).
     Nel 1997 vengono acquistati il "Jolly Corallo" e, per circa 20 milioni di dollari (circa 34 miliardi di lire), la fullcontainers "Jolly Platino" del 1990 (ex "European Senator") della Senator Line: nave da 2000 containers e 19 nodi, viene impiegata sulla linea da Genova - Marina di Carrara e Napoli per Gedda e Golfo Arabico/Persico, partendo in viaggio inaugurale il 26 maggio da Genova. A giugno viene acquistata la "Jolly Indaco" (ex "Claire", ex "Sergey Kirov") del 1989 da 655 teu 2500 ml e velocità 17 nodi. La nave inaugurò il proprio servizio partendo da Genova il 23 luglio 1997 per Tema, e poi fu utilizzata per la Tunisia e Libia. Viene acquistata inoltre la "Jolly Giallo" (ex "Akademik Gorbunov") del 1986 con capacità 3000 metri lineari e una portata di 1100 containers, assegnata alla Società Sarda Investimenti Marittimi di Cagliari, mentre è noleggiata la "Jolly Arancione" (ex "Bazias 1") resa poi all'armatore prendendo il nome di "Dart 1".
     Nel 1999 la linea per il Sud Africa acquisisce la nave ex "Mercur Delta" nave lo-lo costruita in Polonia nel 1975 che la compagnia ha noleggiato. Viene acquistata la "Jolly Zaffiro" (ex "Porgy", ex "Cgm Racine", ex " Racine", ex "Jolsnaren", del 1978) e "Jolly Corallo" (ex "Bess").
   Nel 2000 la "Jolly Giallo" passa alla Ignazio Messina & C di Genova. Viene noleggiata la portacontainers "Jolly Ebano" (ex "Hellen C") e la portacontainers "Jolly Avorio", resa all'armatore l'anno stesso prendendo il nome "Csav Salerno". La "Jolly Celeste" viene resa nell'anno stesso all'armatore riprendendo il nome "Laura Delmas". Alla fine dell'anno la Compagnia sospende lo scalo di Dar es Salama, in Tanzania, a causa di un contenzioso legale con un cliente locale.
In occasione dell' ottantesimo anniversario della fondazione della società, nel 2001, i Messina donano alla città di Genova un singolare monumento: una grande sfera di vetro, nata dalla matita di Renzo Piano, destinata a diventare un grande erbario di felci, una delle ricchezze dell'orto botanico del Comune di Genova, posizionata nel Porto Antico a fianco dell'Acquario, accostata a pelo d'acqua a Ponte Calvi, dove una volta scalavano le navi Messina.
     Nel 2001 vengono inoltre acquistati in arabia dalla NSCSA (National Shipping Company of Saudi Arabia), per complessivi 11 milioni di dollari USA, la "Jolly Argento" (ex "Saudi Makkad" - arrivata a Genova il 27 settembre ripartendo il 21 ottobre dopo lavori) e la "Jolly Oro" (ex "Saudi Riyadh" - arrivata a Genova il 22 luglio proveniente da Dubai). Le navi sono capaci di 1422 containers e 562 metri lineari per carico ro-ro. Viene resa all'armatore la "Jolly Ebano" prendendo il nome "Hellen C". A settembre viene aggiunto lo scalo diretto a Maputo, in Mozambico, al servizio fra Mediterraneo, l'Africa Orientale e il Sud Africa. Il nuovo collegamento viene effettuato, con servizio diretto, dopo il porto di Durban (Northbound).
     Il 10 settembre 2002, sulla "Jolly Rubino", in viaggio da Durban per Mombasa, con un carico di 370 container e 1700 ton di rotoli d'acciaio, scoppia un incendio in sala macchine; l'equipaggio, non riuscendo a domarlo, è costretto all'abbandono della nave ed è tratto in salvo da elicotteri a causa delle condizioni meteomarine avverse. Dalla sala macchine l'incendio si propagò in tutti i locali e la nave finì per schiantarsi sulle rocce a Mapalane, circa 300 km a nord di Durban, a un miglio da capo Santa Lucia. In seguito, sbarcato il carico, la nave venne fatta brillare con cariche esplosive, diventando una barriera artificiale per il parco marino di quella zona.
     Nell'ottobre 2002 ottobre viene noleggiata la "Jolly Arancione" del 2000 utilizzata per Tripoli (Libia). Viene inoltre avviato un nuovo servizio multipurpose/container decadale a completamento della gamma dei servizi per l'Africa tra il Sud Africa e Africa Occidentale. La rotazione era: Durban, Capetown, Luanda, Abidjan, Lagos, Luanda, Duban. Vengono impiegate e noleggiate le General-cargo da 900 container "Jolly Giada" (ex "Westminster Bridge" del 1993), "Jolly Ambra" (ex "Kew Bridge" del 1994) e "Jolly Topazio" per l'impiego in servizio feeder in Sud Africa-Africa Occidentale. Viene noleggiata la "Jolly Ocra", portacontainer del 1996 ex "Msc Pride ".
     Nel 2003, a marzo, vengono acquistate la "Amerigo Vespucci" e la "Cristoforo Colombo", quest'ultima arrivata da Palermo il 30 marzo e ripartita il 22 aprile per il Golfo Arabico. Vengono rese all'armatore la "Jolly Ambra", "Giada" e "Topazio", riprendendo i nomi originali: il servizio dove erano impiegate viene chiuso. La "Jolly Arancione" viene resa all'armatore prendendo il nome "Delmas Mauritius". Il 6 aprile il "Jolly Turchese" lascia Genova per Gibilterra. Viene resa la "Jolly Ocra", prendendo il nome "Jadroplov Pride".
Nell'aprile 2004 la "Jolly Giallo" arriva a Genova dal suo ultimo viaggio e viene venduta, prendendo il nome di "Scan Carrier" e ripartendo il 5 aprile con destinazione Antwerpen (Anversa). La "Cristoforo Colombo" e l'"Amerigo Vespucci" vengono vendute prendendo rispettivamente i nomi di " CMA CGM Energy" e "CMA CGM Force".
     Nel 2005 la "Jolly Blu" passa alla Ignazio Messina e nel 2006 vengono acquistate negli Stati Uniti dalla Maersk Line la "Jolly Nero" (ex "Maersk Alaska" - arrivata a Genova il 11 luglio proveniente da Norfolk e partita il 19 per il Golfo Persico) e la "Jolly Arancione" (ex "Maersk Arizona" - arrivata a Genova il 10 luglio proveniente da Norfolk e ripartita in viaggio inaugurale il 10 ottobre per il Golfo Persico). Nel 2007 Vengono noleggiate la "Jolly Turchese" e la "Jolly Smeraldo" al Gruppo Grimaldi di Napoli per essere impiegate tra il Nord Europa e l'Africa Occidentale.
 
(A cura di: Maurizio Gadda)