Prof. Elio Randazzo

Carissimi Amici,

          credo che tutti noi abbiamo avuto in qualità di “Insegnante di Disegno” il prof. Elio Randazzo mancato alla bella età di 97 anni il 17 Maggio del 2006.
          Pochi mesi prima il solito Ettore Lucini lo aveva rintracciato, sorpreso di averlo saputo ancora in vita  e ben attivo nella sua arte di pittore. Al telefono Lucini si presentó come suo vecchio alunno, dopo oltre 50 anni, e la risposta di Randazzo fu: ma certo che mi ricordo di te, eri quello che veniva a scuola in motocicletta, proprio un bell'elemento......  Randazzo godeva di chiara fama quale pittore, fama completamente ignorata da tanti suoi allievi, probabilmente dalla stragrande maggioranza poiché egli mai parlava della sua arte. Il sottoscritto, con alcuni amici della classe 5^D (Capitani L.C.) gli facemmo visita accolti con grande entusiasmo.
          Lo trovammo molto malfermo sulle gambe, abbastanza debilitato, ma di una lucidità sorprendente: ci aveva riconosciuto tutti chiamandoci per cognome! Incredibile!
          Il quotidiano genovese SECOLO XIX gli dedicava un articolo commemorativo che qui copio e vi trasmetto, per ricordarlo a chi l'ha conosciuto.
Saluti a voi tutti,
Alberto Molfino
 
 
RANDAZZO UN FUTURISTA DA MARINETTI AD INTERNET (di Enrica Marcenaro)
          Parlare di lui al passato è singolarmente insolito. Di Elio Randazzo si pensa volentieri al presente: conversare con lui di pittura ed arte, magari davanti a quadri ,ritagli, fotografie, appunti e lettere era quanto mai stimolante.
         La storia di un intero secolo di cui ha sperimentato l’audacia delle ipotesi, la varietà delle testimonianze, la violenza della guerra stemperata nella grande passione per la vita era da lui ricordata sempre in maniera impareggiabile, grazie ai suoi fortunatissimi incontri con i grandi personaggi della storia del Novecento.
          Si è spento ieri, novantasettenne, insieme a chissà quanti ricordi che non ha potuto condividere insieme al suo sguardo intelligente e vivace “vivace quanto - ci direbbe lui, se ancora avesse voce - gli occhi di uno spadaccino”.
Conobbe Enrico Fermi, il gruppo di studio di via Panisperna a Roma, vide la prima navigazione aerea di una intera aerobrigata nel Mediterraneo occidentale e collaborò alla regia del tema aviatorio di molte mostre pittoriche futuriste, espose alla Biennale di Venezia nel 1936 ed alla Quadriennale Romana del 1935.
         Conobbe bene persino Filippo Tommaso Marinetti, l’intellettuale,il genio, il teorizzatore ed il sognatore del Futurismo. Eppure, a detta di Randazzo, Marinetti “era un uomo e un personaggio che non si sapeva bene dove finisse l’uno e cominciasse l’altro, non è che fosse poi un granchè, ma sapeva sempre essere protagonista”. “Amava apparire, essere al centro dell’attenzione, e ci riusciva bene - prosegue Randazzo –noi eravamo dei ragazzetti giovani, avevamo voglia e bisogno di contrastare il passato pittorico dell’800.
Di quel passato lì non ne volavamo sapere: ecco come nacque il Futurismo. Noi, noi giovani eravamo il Futurismo e Marinetti era un grande trascinatore, un incantatore….”
         “I nostri incontri avvenivano per lo più in osterie di Roma, magari davanti ad un bicchiere di vino. Sempre elegantissimo e sempre con il suo bastone da passeggio, era simpatico, non poteva non piacere uno che criticava apertamente tutto quello che neppure noi giovani - ma guai a dirle certe cose – non condividevamo.
         Prendeva in giro persino i passanti, quelli così distinti e così per bene, tutti impomatati e con tanto di guanti e cappello; diceva che sembrava si mettessero in testa tanti tubi di stufa…e poi parlava sempre, declamava, declamava……”
Randazzo conobbe i nostri Alfieri, Gaudenzi, Tullio d’Albisola, Gambetti, Lombardo, Picollo, ma anche Fillia e Farfa, e poi Galletti, Renato Cenni, l’architetto Viettie, Ugo Nebbia, Tato, Brunas…..
         Autore prolifico, attivo, assolutamente affascinato da tutto quello che l’arte fosse in grado di generare – sembra quasi che per lui la frontiera fra arte e magia sia più che mai ambigua e sfumata – ha conclusi la sua storia personale come uno tra gli artisti più prolifici del nostro secolo, nonostante gli anni che passavano, nonostante il tremolio delle mani, che rendevano difficile per lui realizzare opere ad olio, ma non impossibile creare acquarelli, disegni, collages, decorazioni su ceramica………..e tutto finalizzato per partecipare a mostre collettive.
         Chi l’avrebbe mai detto che un eroe d’altri tempi come lui, avrebbe investito le proprie ultime energie per allestire una mostra su Internet?
“Virtuali ma splendidi, i suoi ultimi capolavori, non ci fanno dimenticare di lui